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Pordenone, Italia · In fide et in fiducia opera est

Vangelo

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,2616,4a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Parola del Signore.

“Quando verrà il Paràclito…”

Venerabili Fratelli, diletti figli nella fede, oggi la Santa Madre Chiesa ci dona parole infuocate del Verbo, pronunciate nella notte in cui fu tradito, nella vigilia del Calvario, quando il Figlio eterno si prepara a lasciare il suo piccolo gregge. Egli parla del Paràclito, lo Spirito Santo, il Consolatore, Colui che il mondo non può ricevere perché non lo conosce.
“Egli darà testimonianza di me”, dice Gesù. Questa testimonianza non è fatta di discorsi, né di opinioni, né di compromessi con il mondo. È lo Spirito della Verità, e la Verità non si negozia, non si adatta, non si piega. La verità è ferma e salda nel suo essere, come da definizione. È la stessa Verità che fu , è la stessa Verità che oggi viene messa a tacere da una società che ha sostituito Dio con l’idolo dell’autonomia assoluta.
Cari fratelli, la promessa del Paràclito non è una carezza, è un fuoco. Non è un conforto sentimentale, è una missione. Non viene per farci sentire meglio, ma per renderci martiri, cioè testimoni. È lo Spirito che arde nei cuori dei santi, che parlava attraverso i Padri, che animava i confessori, che consolava le vergini, che fortificava i martiri, che ispirava i dottori. È lo Spirito che oggi ci chiama a resistere all’apostasia silenziosa e strisciante che si diffonde in ogni ganglio societario.
“Anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.” È parola terribile, questa. E profetica. Non solo per le persecuzioni dei tiranni e degli empi, ma per quelle persecuzioni più sottili, più dolorose: quelle che provengono dai fratelli, dalle sinagoghe del potere religioso deformato, da una Chiesa mondanizzata che caccia i suoi figli fedeli accusandoli di rigidità, di integralismo, di mancanza di dialogo.

Ci tengo a ricordare, in questo punto dell’omelia, Suor Maria Laura Mainetti, all’anagrafe Teresina Elsa Mainetti nata a (Colico, 20 agosto 1939 e tornata alla casa del padre a Chiavenna, 6 giugno 2000), è stata una religiosa e educatrice italiana appartenuta alla congregazione delle Figlie della Croce, Suore di Sant’Andrea, assassinata da tre ragazze durante un rito satanico, e tutte le persone che come lei, hanno perso la vita indossando l’abito Sacro.
Sì, oggi più che mai ci vogliono scacciare dalle sinagoghe, dai cenacoli della fede autentica, perché la Verità brucia e non tollera ambiguità. Ma Cristo ci ha avvisati: “Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.”
Il vero cristiano non si scandalizza della persecuzione. Si scandalizza piuttosto del compromesso. Il discepolo fedele sa che portare la croce è il sigillo della sua appartenenza. Sa che non c’è Spirito senza Croce, non c’è Pentecoste senza Venerdì Santo.
Fratelli, il Paràclito viene. Non cessa mai di venire. Viene a purificare la Chiesa. Viene a incendiare i cuori. Viene a spazzare via ciò che è umano per rivelare ciò che è divino. Lo invochiamo oggi non come spirito del mondo, ma come Spirito della Verità che ci renda forti, saldi, umili, santi.
Che Maria ci insegni ad accogliere questa presenza come Lei ha fatto nel cenacolo, nel silenzio, nella preghiera, nella totale apertura alla volontà di Dio. E tu, Chiesa Santa, risorgi nella Verità, non temere le sinagoghe che ti cacciano, non temere i tribunali degli uomini. Cammina nello Spirito, rendi testimonianza al tuo Signore, e la tua voce non sarà mai spenta.

Sia Lodato Gesù Cristo.

Documento allegato PDF dell’omelia
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